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Alternative fashion week: note londinesi_20th April


È Iniziata e terminata, tra il 20 e il 24 Aprile, la kermesse alternativa della moda londinese, dove 70 giovani designers hanno presentato le loro collezioni presso lo Spitafields Market. Già avevo accennato all’evento parlando di alcune sue protagoniste; si tratta adesso, a conti fatti, di tirare le file di una delle manifestazioni a mio avviso più interessanti del fashion word. Interessante perchè ha presentato menti creative, sperimentatrici, e le ha presentate a TUTTI. Niente ingressi bloccati, nessuna autoreferenzialità, ma cancelli aperti a qualunque curioso, esperto o aspirante tale. Risultato, uno dei pubblici più eterogenei mai visti ad una fashion week, entusiasta e capace di elargire applausi con spontaneità.

La passerella è stata un ottimo trampolino di lancio per giovani designers, che hanno messo in scena un variegato spettacolo di stili e tendenze, idee e storie, materiali e piccoli miracoli sartoriali.

Jayant Kumar ha pensato per Maison Dauphine un’eterea donna di ispirazione classica, avvolta di bianchi e morbidi pepli interrotti da rigide strutture decorative e architettoniche.

Le ispirazioni neo Vittoriane black and white di Gemma Garnham hanno ceduto il passo all’anarchismo provocatorio di Manjit Sanghai che ha fatto sfilare manichini-mimi in bianco, nero, rosso, che sfoggiavano t-shirt portatrici di emblematici messaggi: uno per tutti, la celeberrima doppia C gocciolante di nera pece (o fashion blood!). Divertente distruzione del marchio come mito.

In una totale irrisione della moda anoressica, Pretty Perry ha rivestito formosissime e sorridenti pin-up ultramoderne con corsetti luccicanti e latex dalla generosa sensualità. La collezione più sexy di tutto il fashion week!

Si passa poi dal raffinatissimo dandysmo di Lenka Padysakova, fatto di stampe preziose, sensuali trasparenze, lusso beffardo e contemporaneo, al punk-rock di Cassie Kogler (per New York Couture), folle sharada di colori e parrucche, con il tocco ultra-glam dei tutù da prima ballerina.

Dopo lo sfarzo e la provocazione ridondante, è il turno del lesbian-chic di Hannah Kille, dei suoi sobri giochi textures e patterns tesi a vestire una sofisisticata garçon mauvais, intellettuale e sicura di sé.

Ritorno alla sobrietà, di nuovo, ma in versione ultra femmintile e romanticamente chic, con la maglieria di Amalia Palmer. Colori tenui, miniabiti e pull dalle morbide cadenze, impreziositi da balze e pieghe.

Ideale premessa della dark Eva del Kensigton & Chelsea College! La collezione vede il nero assoluto protagonista, tra citazioni di martin Margiela, funeree puopettes ed elegantissime dark ladies.

La giornata si conclude con le silohuettes da copertina di Chantal Gibbs-Jones, che veste, rigorosamente in lungo, donne sensuali e romantiche, bellissime e statuarie amazzoni.

E questo è solo il primo giorno!

 

 


Articolo postato in: Clothes! Pubblicato il 2 May 2009 Commenti (0)

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