Blog

Questione di sguardi, questione di jeans.

Bottom_Up_New_Collection_jeans_Liu_joSe dovessi pensare a quale capo portarmi sulla fantomatica isola deserta (ormai meta obbligata di troppi periodi ipotetici per esserlo ancora, deserta), credo che i dubbi si ridurrebbero ad una sola alternativa: la coperta di linus, o i miei jeans preferiti. Esistono pantaloni più versatili degli eterni cinque tasche? Ideali per affrontare ogni situazione, dal colloquio di lavoro all’appuntamento al buio. Quando l’atroce dilemma (Cosa mi metto oggi?) mi assale – il che, a me come alla maggioranza delle donne, accade in media tre volte al giorno – rispondo mentre mi sto incastrando in un paio di aderentissimi jeans. 

Sono loro i veterani del guardaroba, loro che accompagnano le donne dai 5 ai 70 anni, loro che finiscono irrimediabilmente per toglierti le castagne dal fuoco. Certo, c’è jeans e jeans. Non è un caso se il tessuto più cheap e resistente del mondo (fustagno di Gênes, in ossequio alla francofilia fashionista) ha compiuto una lunga strada rispetto alla sue umili origini. Da fedele attributo degli scaricatori di porto, a capo cult di intere generazioni di illustri fashion victim. L’ abbiamo visto sfoggiare persino ad Anna Wintour (che nel fashion è più carnefice che vittima, ad essere onesti) sul red carpet del film September Issue! 

I jeans continuano ad ammaliarci grazie alle loro trovate e curiose evoluzioni. È invece affrontando la questione in un’ottica decisamente “retrospettiva”, che Liu Jo ha creato la celebre Bottom Up collection. Mi spiego meglio: ha inventato, e rinnovato con la nuova collezione, il modello ideale per invertire l’approccio visivo dello spettatore: ciò che vale la pena guardare, sta dietro.

I jeans in questione possono essere annoverati tra quei piccoli-grandi miracoli tecnici che permettono di ovviare ai costosi e miracolosi trattamenti tonificanti, e agli ancora più costosi miracoli chirurgici. Come? È stato sufficiente un carré rovesciato ed una Pince oculatamente posizionata, per far sentire noi Cenerentole della retrospettiva delle vere Principesse brasiliane. L’effetto scultoreo è ulteriormente amplificato dal New Deal di Bottom Up, grazie ad “un filato innovativo che permette di ottenere un tessuto stretch altamente conformante”…

In poche parole: sostiene, contiene, esalta le curve necessarie e snellisce quelle superflue. Per tutte coloro che, come me, si affidavano all’architettonico wonderbra, un nuovo credo si presta ad essere abbracciato con fedeltà eterna. Il baricentro estetico si sposta, avvicinandosi a quello fisiologico; a noi resta il divertimento di scegliere se preferiamo essere guardate “negli occhi”, o ammirate per la nostra “bella schiena”. Personalmente non disdegno la possibilità di sfruttare il 3D!

Articolo postato in: Clothes! Pubblicato il 20 April 2009 Commenti (0)

Nessun commento »

Non ci sono ancora commenti.

RSS feed per i commenti su questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento